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RAMPE DI LEGO PER RENDERE ACCESSIBILI GLI EDIFICI: LE COSTRUISCE UN GRUPPO DI GIOVANI AUTISTICI

Di seguuito riportiamo un articolo che ci è stato segnalato da un nostro lettore.

Coloratissime rampe di mattoncini Lego accolgono le persone con disabilità motoria alle entrate e all’interno di negozi e strutture pubbliche. Un lavoro artigianale realizzato con grande passione da Enrico Balestra assieme ai giovani Nicola Barzon, Ludovico Lancia, Enrico Ortile e Alessandro Padrin. I cinque si sono conosciuti nell’ambito dei progetti sperimentali di inserimento lavorativo di persone con disabilità promossi dal servizio di integrazione lavorativa dell’Usl 6 Euganea. Il progetto iniziale, chiamato «Talents», è nato due anni fa con la rete di cooperative Habile e consisteva nella realizzazione di un laboratorio di comunicazione per giovani con disturbo dello spettro autistico come loro, gestito da Sebastiano Rizzardi. «Un giorno Enrico Balestra ha portato nel nostro laboratorio una riproduzione di Super Mario (eroe dei videogiochi Nintendo, ndr) fatto con i Lego, ho capito che mi stava comunicando che le costruzioni con i mattoncini colorati erano la sua passione – spiega Rizzardi -. Abbiamo allora cercato di vedere cosa potevamo fare con i Lego e abbiamo trovato la storia di Rita Eben, una nonna tedesca che costruiva con i Lego le rampe che consentono alle persone con disabilità motoria di accedere con più facilità agli edifici. L’abbiamo allora contattata e ci ha spiegato come realizzarle».

Sei rampe nel Padovano
Da quella volta sono state costruite sei rampe a Padova, nella zona industriale e in un negozio di ottica della città, in un asilo a Saccolongo, nella pasticceria in centro a Recoaro e nella biblioteca di Rubano, ricevendo il sostegno degli atleti paralimpici Damiano Marini e Marta Nocent. Il settimo paio di rampe verrà invece inaugurato giovedì a Recoaro al negozio di fotografia Domenico Stefani. «Le rampe di Lego sono state una bella idea della signora Ebel e sono rimasto entusiasta quando mi è stato proposto di provare a realizzarle vista la mia grande passione per i mattoncini colorati - spiega Enrico Balestra -. È una bella esperienza che mi permette di aiutare le persone con disabilità motoria e mi fa sentire vivo. Con le nostre rampe cerchiamo di abbattere il più possibile le barriere architettoniche, anche se non è sempre semplice trovare i giusti mattoncini per fabbricarle. Per questo motivo stiamo cercando il più possibile di divulgare online, sui social e tramite il passaparola il nostro progetto. Spero un giorno di poter costruire delle rampe anche a Mestrino, il paese in cui vivo».

La raccolta dei mattoncini
I mattoncini colorati vengono raccolti principalmente nelle sedi della Rete Habile a Saccolongo e a Selvazzano Dentro. Anche alcuni negozi nella provincia di Padova hanno sposato la causa e si sono offerti di raccogliere i mattoncini dai privati cittadini. In altri casi invece i Lego vengono reperiti nei mercatini o nei centri commerciali dove, con le donazioni al progetto «Talents», i ragazzi acquistano i mattoncini a 5 euro all’etto o scambiano i propri pezzi con altri. Con la raccolta dei lego si crea una sorta di economia circolare, dove i pezzi dei giochi di tanti bambini hanno nuova vita nel momento in cui vengono incastrati l’uno con l’altro per realizzare un ausilio per persone con disabilità motoria.

Come dividerli
«Una volta raccolti i lego, Enrico si occupa di dividerli e conserva i pezzi più piatti e ampi – prosegue Rizzardi – A questo punto incolla pezzetto dopo pezzetto fino a dar vita a una nuova rampa. Enrico è una persona tenace, non ha mai mollato questo progetto e con la sua passione e voglia di fare ha trascinato tutti noi. In questo contesto l’infinito fascino per l’infanzia e la dimensione del gioco ci permettono di raccontare un mondo sociale in chiave positiva». Il progetto «Talents» è una delle tante iniziative che vengono portate avanti dalla rete di cooperative Habile, per sensibilizzare le aziende nell’assumere persone con disabilità come prevede la legge per le imprese con più di 50 dipendenti. «La precisione e dedizione di Enrico per le rampe di Lego dimostra come persone da spettro autistico potrebbero essere impiegate in lavori di digitalizzazione e di archiviazione e come le aziende possono decidere di costruire con le imprese sociali dei percorsi di inclusione per persone disabili»

Fonte: Il Corriere della Sera di Padova