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LA FILARMONICA DI MIRANO: UN BELL'ESEMPIO DI RESILIENZA

Fino a qualche mese fa sembrava che la gloriosa Banda cittadina di Mirano avesse fatto la fine della mitologica Araba Fenice. Due anni di assenza dal palcoscenico cittadino, a causa del Covid 19, lasciava temere il peggio agli appassionati della musica e dello specifico sodalizio, le cui esibizioni pubbliche, sfilate e concerti, en plein air o al chiuso, erano state cancellate per tanto tempo. Ma la passione artistica dei suonatori non si era mai spenta del tutto e persisteva sotto traccia, tra tante difficoltà e limiti, continuando con trovate e stratagemmi inusuali e impensabili fino ad allora. I suonatori dell’associazione musicale si esercitavano a casa per proprio conto su pezzi musicali che venivano poi assemblati da remoto in un’unica composizione, a sua volta divulgata sui social network. Anche gli allievi della Scuola di musica (l’altra componente della Filarmonica), in parte proseguivano la preparazione con la didattica a distanza, in parte frequentavano la casa della musica in singole lezioni con l’insegnante, dal quale erano separati con uno schermo protettivo in plexiglass, appositamente allestito in aula.

Finalmente, con il miglioramento della pandemia, anche grazie ai vaccini, e con l’allentamento delle severe misure cautelari, all’inizio dell’anno è ripresa l’attività della Banda, con le prove bisettimanali eseguite presso la sala polifunzionale della Parrocchia di San Leopoldo Mandic (per rispettare l’obbligo delle distanze) e poi, con il miglioramento ulteriore della situazione sanitaria, nella propria sede di via Gramsci. In quest’ultima anche gli alunni dei corsi musicali riprendevano in pieno l’attività, in presenza. Ma la rinascita della Banda, dopo la traversata del deserto, diretta dal M.o Stefano Corrò, si rendeva evidente con la sua prima apparizione pubblica nel “Concerto di Primavera”, il 21 Aprile, nel Teatro Comunale, di fronte a un uditorio numeroso e plaudente. Seguiva subito dopo la sfilata in Piazza Martiri per l’Anniversario della Liberazione, in mezzo alla gente e alla presenza delle Autorità civili e militari. Il 21 maggio anche la Banda Giovanile, formata dagli allievi della Scuola tutti con particolare talento musicale, e diretta dal M.o Daniele Marzaro, dava mostra della sua bravura in un proprio e autonomo Concerto, in Corte di Villa Errera, riprendendo una tradizione sospesa da anni.

Il 28 maggio, quasi a recuperare il tempo perduto e ad esorcizzare nuovi lockdown, si organizzava il saggio di fine anno scolastico, dove 60 studenti si esibivano, coordinati dalla docente Chiara Narduzzi, in Teatro Belvedere, alla presenza di 150 spettatori. A fine mese la Banda onorava l’invito fatto dall’AVIS di Spinea, sfilando nella città vicina, per festeggiare il 50mo di fondazione della locale associazione di volontariato. Il gruppo musicale, mantenendo una brillante performance, si sottoponeva di seguito a un impegnativo programma concertistico: il 2 giugno in Piazza Martiri, per la Festa della Repubblica, il 18 giugno alla Casa di Riposo L. Mariutto in favore degli ospiti e familiari, il 25 giugno in Piazza Aldo Moro per la “Festa della musica”, quindi in Piazza Martiri di nuovo, il 23 luglio, per la “Festa d’Estate”. La ripresa della stagione musicale particolarmente ricca ed interessante, veniva quindi programmata a dopo le ferie estive. La Comunità Miranese nel frattempo aveva preso coscienza che, come l’Araba Fenice era rinata dalle proprie ceneri, così l’Associazione Musicale, patrimonio culturale della città, era risorta a nuova vita, esempio emblematico di resilienza, cioè di capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, facendo leva sulle risorse proprie e della cittadinanza.