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AE BOTTI

“Ogni luogo del vino è vita, cultura, e soprattutto espressione nel bicchiere”

Appena arrivi ti ritrovi immerso nel legno. Botti e tavoli ti aspettano all’esterno e sotto la tettoia di quello che una volta era un fruttivendolo affacciato al capolinea degli autobus, poi parcheggio, ed ora diventata una piazza con una splendida fontana e un leone in pietra rossa di Chiampo a far da padrone. Siamo nel centro di Mirano, rigogliosa cittadina in mezzo al triangolo commerciale Venezia-Padova- Treviso. Sin dal 2005 quando il locale nacque come enoteca tenendo in carta svariate cantine, ad oggi, la proposta è cambiata e si è aggiornata alle richieste contemporanee. 12 spine di birra, oltre 60 vini in mescita suddivisi tra bianchi, rossi e bollicine: perlopiù Italiani, ma anche con qualche proposta Francese. È questa la forma scelta da Riccardo, il titolare di questo bar/pub. La proposta prevede infatti anche piatti di affettati e formaggi di ottima qualità (come dimenticare il tagliere di mortadella Leoncini che in tempi precedenti al Covid era sempre presente al bancone come protagonista), toast piadine ed ottimi club sandwich eseguiti sempre al momento dai ragazzi veloci e preparati che lavorano Ae Botti.
Un punto di ritrovo per tutti aperti ogni giorno: dalle famiglie che nelle domeniche soleggiate possono lasciar scorrazzare i bambini intorno alla fontana, ma anche dai giovani ragazzi de “l’aperitivo in piazza” che spostandosi tra un locale e l’altro fanno sempre tappa fissa qui. Un luogo dove potersi incontrare e conoscere coetanei e non. Una scommessa vinta per Riccardo, la cui mente è sempre in movimento proprio perché “la normalità è noiosa”.

Riccardo, com’è nata la tua collaborazione al bar Ae Botti?
La mia collaborazione è nata nel 2006, è da allora che sono diventato co-titolare e poi titolare de Ae Botti. All’epoca avevamo moltissimi vini in mescita e solo una spina di birra, la Stella Artois. Ma i ragazzi cominciavano a preferire questa al vino ed allora abbiamo incrementato la scelta: prima con 3 vie, poi siamo arrivati a 6 ed ora alle attuali 12. Nel tempo i giovani hanno iniziato a chiedere anche varie tipologie di cocktail, ed ora chiedono tantissimo il gin tonic. Anche in questo campo ci siamo adattati, dai 2 gin e una sola tonica di una volta, alla scelta tra 17 gin e 5 toniche diverse di oggi. Bisogna capire come si sta evolvendo la richiesta, e muoversi di conseguenza.

Da dove viene l’idea di chiamarlo Ae Botti e tenere l’arredo completamente in legno?
Beh il locale è storico. Prima di noi era un fruttivendolo, e prima ancora un’osteria. Lo stabile è antico e con le travi di legno a vista la scelta è stata facile. Una volta messe delle botti fuori, per ricordare un po’ un bacaro, il nome è venuto da sè. Se poi si aggiunge qualche piccola miglioria negli anni come ricoprire i muri di mattoni a facciavista, il rifacimento del pavimento e del bagno approfittando delle chiusure per Covid, lo spostamento dei fusti di birra dalla cantina ad una cella frigo appositamente creata sotto al banco… sono novità che fanno piacere al cliente che entra nel bar!

Qual è la parola chiave del successo de Ae Botti?
Sicuramente una posizione così centrale con una bella piazza pedonale davanti fan il suo buon lavoro. Ma il segreto del locale sono i dipendenti, e la nostra parola chiave è “divertimento”. Ragazzi che sono con me da diversi anni ormai, a cui piace il lavoro, che si divertono a fare ciò che fanno, che non si tirano indietro ad una chiacchiera col cliente se il lavoro lo permette. Sono persone preparate, sanno cosa stanno vendendo e sanno come venderlo e come consigliare al cliente. Si ride e si scherza al di qua del banco, ed il sorriso si trasmette sempre a chi sta dall’altra parte, anche con le mascherine. Ormai ci conoscono in molti qui a Mirano e sanno come siamo fatti. Se tornano è perché si trovano bene con noi e con le nostre proposte.