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SUPERBONUS 110, DOPO DUE ANNI TEMPO DI BILANCI: PER IL CITTADINO TANTI OSTACOLI E POCHE CERTEZZE

Qualsiasi misura eccezionale avrebbe bisogno di essere ben definita sin dal suo avvio, tanto più se promette di rilanciare un settore chiave per l’economia nazionale come l’edilizia, fino a quel momento balbettante, e riqualificare il patrimonio abitativo in ottica green. Non si sottrae alla regola il superbonus 110, misura messa a punto in piena emergenza pandemica (maggio 2020) che invece di seguire un percorso lineare, netto, sicuro e certo, ha preso una strada ad ostacoli contorta ed arzigogolata, con il rischio concreto, a quasi due anni dal lancio, di presentare un bilancio in profondo rosso e rivelarsi uno dei più grossi flop della storia repubblicana. I motivi che hanno portato a questo sono vari e riflettono (quasi) tutti i mali che ingessano il nostro paese: burocrazia asfissiante, norme incerte, intenti truffaldini sono i venti che hanno corretto la rotta del veliero superbonus fino a farlo finire nelle secche, con l’effetto di fare alzare bandiera bianca a tanti cittadini, ogni giorno che passa sempre di più.

Partiamo dall’inizio: dalla sua comparsa sulla scena nel Maggio 2020 (anche se in realtà i “padri fondatori” hanno ammesso che, almeno nelle intenzioni, nasce prima della crisi pandemica che in realtà ha solo accelerato il processo di approvazione della norma), subito dopo la sua conversione in legge (luglio 2020 dl 77) sono spuntati nell’ordine: 12 correttivi, 5 provvedimenti attuativi, centinaia di interpretazioni messe a punto dall’agenzia delle entrate. Il tutto in 21 mesi, ad un ritmo di quasi una al mese! E il bello è che non siamo ancor arrivati alla fine perché ci sono ancora all’orizzonte nuove misure, tanto per dare un ulteriore spallata alle certezze di cui avrebbe bisogno qualsiasi minimo investitore. Volendo entrare nei dettagli senza scendere troppo nel tecnico possiamo dire che i momenti di svolta sono stati almeno 3: il primo col dl 104/2020 che ha fatto riscoprire un pessimo rapporto tra bonus edilizi ed eventuale presenza di abusi edilizi (secondo l’art. 49 del dpr. 380/2001, testo unico edilizia in presenza di abusi si perde il diritto alla detrazione), rapporto “pacificato” dal decreto semplificazioni bis che in parole povere prevede che in caso di abuso viene “salvato” il bonus pur rimanendo in piedi le vicende amministrative dell’abuso.

Dopo di chè arriva la legge di bilancio 2021 che tra le proroghe temporali trova anche il tempo di modificare vari aspetti che fin lì tenevano ingessate le aziende (tra cui la riscrittura completa della disciplina delle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici), quindi qualche mese di relax e poi il semplificazioni-bis, che una volta tanto fa esattamente quello che uno si aspetta dal suo nome e infatti da li in poi “decollano” le pratiche di superbonus, soprattutto negli edifici plurifamiliari, tendenza confermata dai dati Enea (nel frattempo resi pubblici mese per mese). Tutto liscio fino a Novembre 2021, e poi di nuovo buio pesto perché in 4 mesi scarsi arrivano il decreto antifrodi, la finanziaria 2022, quindi il decreto sostegni-ter a paralizzare completamente il settore azzerando il mercato dei crediti relativi sull’onda lunga degli scandali delle truffe (in cui il superbonus è fanalino di coda con il 3% del totale, che vede il bonus facciate medaglia d’oro....) mandando in disperazione imprese e cittadini dalla sera alla mattina. Solo nel Miranese parliamo di 1982 imprese di costruzioni (non disponiamo del dato pulito delle imprese di impiantistica), per un totale di circa 4 mila addetti, con il comune di Mirano in testa alla classifica con 356 imprese (il 17,9%). Si spera ora in una tregua e in un orizzonte di stabilità dove si possa finalmente pianificare il futuro investimento con un minimo di certezza, anche se adesso la difficoltà di reperire materiale e il ritardo accumulato da tecnici e progettisti nel capire come muoversi non fa sicuramente bene, soprattutto in quanto a breve ci sarà la prima scadenza per le unifamiliari, per la quale si sta chiedendo da tanti parti uno slittamento dei tempi.