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GLI ANZIANI A MIRANO: UN PROBLEMA O UNA RISORSA?

Nessuno sa quando e come usciremo da questa pandemia, di certo non si tornerà alla normalità come la conoscevamo. Cambieranno tante cose nel lavoro, nella scuola, nella pubblica amministrazione, nelle relazioni tra le persone. Speriamo in un salto di qualità della politica e di soluzioni non estemporanee al problema dei cittadini privi di reddito perché disoccupati.

Uno dei problemi da affrontare è quello del numero spaventosamente crescente degli anziani a fronte della continua diminuzione delle nascite. Gli over 65 in Italia erano 827.410 nel 2002 (18,27% della popolazione), diventati 1.096.055 (22,40%) nel 2017. In Veneto in 15 anni l’aumento è stato di 268.645 over 65. Il rapporto tra la popolazione anziana (oltre i 65 anni) e la popolazione più giovane (0- 14 anni) nel 2002 in Veneto era in media di 135,2% per ogni 100 giovani tra 0 e 14 anni. Nel 2007 è passato a 163,6. Nella provincia di Venezia nel 2017 il valore è salito a 189,6 anziani ogni 100 under 14.

POPOLAZIONE ANZIANA OVER 65 ANNI
Italia 22,4%
Venezia 27,8%
Mirano-Spinea 25,3%
Chioggia 24,6%
Mira 24,2%

La situazione si sta aggravando velocemente. Il rapporto tra l’indice di natalità era superiore a quello di mortalità fino al 2011 (9,3 natalità e 9,2 mortalità). Negli anni successivi si è invertita la tendenza arrivando nel 2017 a un indice di natalità di 7,7 a fronte di un indice di mortalità salito a 9,7.

La situazione a Mirano è ancora peggiore. Nel 2002 gli over 65 erano 4.730 mentre nel 2020 siamo diventati 7.012 con un incremento di 2.282 unità. l’indice di natalità e mortalità che nel 2002 era per 1.000 abitanti di 7,1 e 9,9, nel 2019 è diventato 6,5 e 11,9.

In Veneto sono presenti 208 Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficienza (IPAB): 111 Centri Servizi per Anziani per una disponibilità complessiva di circa 16 mila posti letto; 6 Centri per DISABILI; 61 Comunità o Centri per MINORI; 15 IPAB elemosiniere e 15 altre (es. Croce Verde, cultura…). Sia le IPAB che le strutture private ricevono dalla Regione la quota sanitaria giornaliera (l’impegnativa sanitaria) mentre è a carico della famiglia o del Comune la quota alberghiera (retta mensile).

In media oggi gli anziani ospiti non autosufficienti di queste strutture sono 30.000 circa, a fronte di 31.942 posti letto autorizzati e accreditati, tra pubblico e privato. Le impegnative o quote sanitarie, distinte in primo e secondo livello in base alla gravità dell’assistito, messe a disposizione dalla Regione sono circa 25.000, numero inferiore rispetto ai posti letto a disposizione. Questa differenza comporta lunghe liste di attesa e priva molte famiglie dell’impegnativa o quota sanitaria, costringendole, per necessità, a pagarsi l’intera retta (dai 2.300 alle 3.000 euro mensili).

La riforma delle Ipab è prevista dalla legge 328 del 2000 ma il Veneto è l’unica Regione oggi ancora inadempiente: una paralisi che viene pagata a un prezzo salatissimo dalle famiglie. Pare che la riforma, dopo 20 anni, finalmente arrivi in Consiglio regionale con l’augurio di un’attenta riflessione sui profondi mutamenti della realtà sociale che richiedono soluzioni innovative.

Gabriele Petrolito
Assessore alle politiche sociali, Sanità e Volontariato