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Notizie Locali

I NOSTRI GIARDINI STORICI TRASCURATI

Il centro di Mirano è caratterizzato da due meravigliosi Giardini Storici sviluppati lungo il Muson e uniti da un ponte di collegamento definendo così un ampio Parco Storico aperto al pubblico tutti i giorni. Un’opera monumentale da poter godere per la sua bellezza e la sua storia, un luogo per il piacere della mente oltre che della vista. I giardini storici di Mirano devono essere guardati come si guardano le opere d’arte e come tali sono stati sono stati sottoposti, dal Ministero dei Beni Culturali, a provvedimento di tutela monumentale. Si devono attraversare, ci si deve soffermare tenendo presente di essere all’interno di un museo “en plein air”. Un patrimonio che dovrebbe essere custodito nel migliore dei modi per poter garantire alla cittadinanza ed alle future generazioni la conservazione del valore storico e culturale che rappresenta. Preziosi ma anche delicati. La loro cura e la loro gestione richiedono risorse e professionalità adeguate; il loro utilizzo deve essere rispettoso della loro storia e tale da non pregiudicarne la conservazione. Purtroppo la scarsa consapevolezza del valore di questi Giardini Storici è diffusa soprattutto fra chi dovrebbe occuparsi della loro tutela, affidata dal Codice dei Beni Culturali all’Ente pubblico a cui appartengono, e comporta conseguentemente la mancanza delle cure necessarie per la loro corretta conservazione.

PARCO E VILLA BELVEDERE

L’ingresso di villa Belvedere è caratterizzato da un cancello su importanti pilastri sormontati da statue seicentesche attribuite al “Marinali” che rappresentano due imprese di Ercole. L’importanza dei due pilastri e delle statue viene evidenziata anche nelle mappe seicentesche che li rappresentano assieme al corpo della villa. La visione di questa elegante entrata è mortificata dalle autovetture che vengono parcheggiate davanti. Non bastasse, anche all’interno a fianco del corpo della villa, viene regolarmente parcheggiata una autovettura nonostante sia proibito dalle prescrizioni della Soprintendenza e dal regolamento Comunale dei Parchi Storici.

Una sciatteria nei confronti della Villa, confermata anche dalla irrispettosa ostentazione dei contenitori per la raccolta dei rifiuti posizionati a corredo della targa che ricorda Gioacchino Gasparini, il Sindaco a cui i miranesi devono l’acquisizione al Demanio cittadino della Villa. Il Parco di villa Belvedere risale alla metà dell’ottocento e al suo interno si distingue la parte realizzata secondo la moda del “rovinismo” e dell’architettura neogotica affermatasi in Inghilterra. In uno stretto rapporto fra l’acqua di un laghetto e del Muson, circondata da una rigogliosa vegetazione, venne realizzata una collinetta che nasconde al suo interno una serie di grotte artificiali e alla cui sommità si ergono delle finte rovine in stile neogotico. La torretta che si erge dalle rovine, conosciuta come il “Castelletto del Belvedere”, ha dato origine all’attuale nome della Villa e del Parco. Si tratta di uno dei pochi esempi di Parco con la presenza di una torretta neogotica con grotte sottostanti. Negli anni novanta il Castelletto del Belvedere, data la sua particolare natura architettonica e paesaggistica, è stato restaurato grazie ad un finanziamento del Ministero dei Beni Culturali. Un importante intervento per la conservazione delle strutture esterne e sotterranee e per ripristinare il corretto rapporto fra l’edificato, la componente vegetale e le acque che lo circondano e lo penetrano. Da quel momento però non sono più stati fatti regolari interventi per la manutenzione delle strutture e la conservazione dell’equilibrio fra le varie componenti recuperato con il restauro. La vegetazione si è sviluppata senza controllo circondando e nascondendo la veduta delle “rovine” e interrompendo il rapporto prospettico con l’acqua che le circonda. Anche all’interno del castelletto e delle grotte si sono generati fenomeni di degrado delle strutture e delle superfici. Si sta progressivamente e colpevolmente vanificando l’intervento del Ministero della Cultura che con l’impegno di importanti risorse economiche e professionali aveva permesso di recuperare il Parco dal degrado in cui si trovava al momento dell’acquisizione al patrimonio pubblico.

PARCO E VILLA XXV APRILE

Non gode di una maggiore attenzione e cura il Parco di villa XXV Aprile. Percorrendo i viali del Giardino romantico all’inglese che lo caratterizza numerosi sono gli alberi di alto fusto, alcuni anche centenari, che mostrano criticità tali da richiedere cure adeguate. La mancanza di interventi ha portato alla morte precoce ed al conseguente abbattimento di molti di questi esemplari impoverendo e modificando progressivamente lo scenario formato dalla componente vegetale che il progettista del Parco nell’ottocento aveva disegnato. Gli arbusti si sono propagati senza controllo creando un sottobosco selvaggio e caotico. Il fatto che sia proprio la componente vegetale a dare forma al Parco implica ovviamente una sua trasformazione nel tempo conseguente alla evoluzione naturale degli alberi e degli arbusti. Il compito di una corretta gestione del Giardino Storico è quella di garantire con interventi colturali le migliori condizioni di vita e sviluppo della componente vegetale ed il mantenimento delle forme e degli scenari originali. Purtroppo in questo Giardino non solo mancano gli interventi specialistici che sarebbero necessari ma addirittura a volte, quelli che vengono realizzati, invece di migliorare le condizioni degli alberi li danneggiano gravemente. E’ il recente caso della Magnolia Grandiflora presente al lato della villa XXV Aprile, albero classificato Monumentale. A fine Maggio ha subito un drastico intervento di potatura concentrato alla base della chioma che ne ha completamente modificato l’architettura vegetale, la forma e il portamento, “criteri di monumentabilità” riconosciuti a questo albero unitamente all’età, la dimensione e il valore storico-culturale. Questo arbitrario intervento ha privato l’albero di quelli che erano stati identificati dalla Regione Veneto nella tabella descrittiva come Elementi Caratterizzanti:
“Maestoso esemplare di Magnolia, ornamento di parchi e giardini. In questo individuo si nota la facoltà propria della specie di emettere radici dai rami bassi che intercettano il suolo, il che permette alla pianta di propagarsi come fosse un bosco a partire da un unico individuo. Dall’apertura laterale della chioma si può ammirare la splendida impalcatura formata dall’intrico dei rami, a costituire una vera scultura arborea.”
Non solo è stata irrimediabilmente modificata la forma dell’albero e quindi dello scenario complessivo della Villa, ma questo intervento è avvenuto in violazione delle specifiche norme di legge che regolano la cura degli alberi Monumentali per cui è in corso una indagine dei Carabinieri Forestali ed inoltre ha causato un danno diretto all’albero che potrà avere ripercussioni sulla sua vita.

La Magnolia purtroppo non ha subito solo questo ma, a fine Giugno, l’Amministrazione comunale è intervenuta nuovamente perforando l’apparato radicale per realizzare una recinzione in pali di legno e posizionando al suo interno un impianto di irrigazione. Anche in questo caso siamo di fronte ad un intervento non autorizzato, come ha evidenziato il Ministero delle Foreste in una nota inviata al Comune, non solo inutile ma anzi dannoso per l’albero. Questo intervento va inoltre a modificare sostanzialmente l’insieme estetico della villa già mortificato dalla drastica potatura della Magnolia. L’introduzione della recinzione di un evidente elemento artificiale che circoscrive lo spazio attorno alla Magnolia contrasta con la naturalità ed il “selvaggio” che caratterizzano il giardino all’inglese di villa XXV Aprile.

Gli interventi dannosi nel Parco XXV Aprile non si sono limitati alla sola componente vegetale ma anche l’arredo storico del Parco è stato coinvolto. Nel mese di Luglio il Comune ha deciso di effettuare degli interventi di manutenzione sulle ottocentesche statue in pietra collocate su colonnine fra il verde del Parco che rappresentano piacevoli Contadinelle e Garzoni in atteggiamenti che ricordano il mondo arcadico. L’intervento ad opera del personale comunale è consistito nella pulizia delle statue con idropulitrice con l’indicazione di “operare a bassa pressione”. Si è proceduto in assenza di un progetto di restauro, non sono state effettuate indagini conoscitive del materiale utilizzato per la realizzazione delle statue e della natura della loro degradazione, non è stato coinvolto personale qualificato (restauratori) evidenziando ancora una volta una gestione dei Parchi Storici inadeguata ed in violazione della normativa vigente. Questo improvvido e scorretto intervento può aver danneggiato le statue e/o posto le condizioni per una loro maggiore degradazione. Appare evidente che la Istituzione che è responsabile della gestione e cura di questo Patrimonio ignora che “Il Giardino storico è una composizione architettonica e vegetale che dal punto di vista storico artistico presenta un interesse pubblico. Come tale è considerato come un monumento”. Non è sufficiente tagliare regolarmente l’erba dei prati, tenere puliti i viali e eliminare gli alberi morti. Non si può accettare la trascuratezza e l’incompetenza; la conseguenza è inevitabilmente il degrado e la perdita di questi Beni Storici artistici. Non possiamo dimenticare il valore della pregevole eredità ricevuta. Lo splendore di questi giardini deve essere mantenuto con interventi qualificati e pianificati nel tempo.

Adriano Marchini
Gruppo soci di Italia Nostra di Mirano
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