Visite: 532

Notizie

Social network, la privacy online è una questione collettiva

Siamo sempre connessi, internet è la nuova piazza, il nuovo centro commerciale in cui incontrare persone, discutere, trovare soluzioni, acquistare in comodità, fare domande o avere risposte. Un graditissimo, diffusissimo strumento con un enorme potere anche di condizionare le persone e per questo, ognuno di noi dovrebbe usarlo “consapevolmente”. Il potere di influenzare è un aspetto subdolo, nascosto, molto spesso sottovalutato e proprio per questo motivo le attenzioni devono aumentare.

Social media è un'espressione generica che indica tecnologie e pratiche on line che le persone adottano anche per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio. In questo spazio occorre comportarsi correttamente, rispettando le norme e la privacy di tutti, considerato il fatto che, mediante l'uso di tali strumenti, l'individuo, spesso involontariamente, sacrifica la propria riservatezza per fornire informazioni di sé anche sensibili. Spesso si dimentica che quanto pubblichiamo è pubblico ed è amplificato raggiungendo moltissime persone ed è sempre rintracciabile.

Oltre alla nostra attenzione e filtro su cosa rendere pubblico, la privacy nei social media è un diritto tutelato e garantito dalla legge e dalla normativa. Per le persone che utilizzano tali applicazioni internet controllare che le informazioni che lo riguardano vengano trattate nel rispetto delle norme che le regolano e, in particolare, nel rispetto dell’autodeterminazione del singolo alla loro diffusione e, contestualmente, nel controllo delle notizie che lo riguardano pubblicate da altri è un diritto fondamentale.

Oltre alla “libera manifestazione” e la rispetto del Regolamento Europeo sulla Sicurezza dei Dati (GDPR) un altro aspetto che dovrebbe essere preso in considerazione sul consenso è quello della “granularità”. Infatti, poiché il servizio può comportare trattamenti multipli per più finalità, l’interessato (utente) dovrebbe essere libero di scegliere quali finalità accettare, anziché dover acconsentire a un unico insieme di finalità: in sintesi, per ogni finalità dovrebbe essere richiesto un dettagliato e distinto consenso.

Tale aspetto risulta, particolarmente, carente nei social network; l’accettazione del contratto e il consenso per il trattamento dei dati personali, viene, in genere, accorpata in unica azione: sebbene, nelle privacy policy si faccia riferimento alle molteplici finalità, ad esse non corrispondono distinti consensi.

La granularità è strettamente correlata alla necessità che il consenso sia specifico. In particolare, il consenso dell’interessato deve essere espresso in relazione a una o più specifiche finalità e l’interessato (voi) deve poter scegliere in relazione a ciascuna di esse. All’atto dell’iscrizione, con un semplice click, l’utente manifesta, in un’unica ed immediata formula, la propria volontà di fruire dei servizi di comunicazione offerti dai social network, fornendo immediatamente alcuni dati personali richiesti in maniera obbligatoria, e accettando contestualmente le condizioni generali di contratto senza magari leggerle.

Detto questo la nostra tutela è sempre molto contenuta e tutti i social si rifanno al modo “volontario” di pubblicare e sta a noi essere coscienziosi e prudenti per noi stessi, per il nostro buon nome e la nostra reputazione, ma soprattutto per quanto riguarda gli altri. Prevenire è sicuramente meglio che curare, certe volte non si può più curare e il danno è fatto, ne deriva che sia sempre più necessario un consapevole e attento del mondo web e dei social, come sottolineato anche dal Garante della Privacy, prestando particolare attenzione agli “effetti collaterali”.

Maurizio Foffano
IT Manager
www.tecnosoft.it

Giuseppe Favaron
Avvocato
www.avvocatofavaron.it