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Ambiente

Idrobase: gratuitamente i macchinari per sanificare Padova

Idrobase: gratuitamente i macchinari per sanificare Padova

«L’epidemia coronavirus deve insegnarci a mantenere sempre igienicamente puliti e disinfettati sia gli ambienti interni che esterni. Per questo, mettiamo a disposizione gratuitamente del Comune di Padova, per il periodo emergenziale, quanto è nelle possibilità di un’azienda medio-piccola, ma tecnologicamente avanzata, quale è la nostra: 3 archi di disinfezione persone e 3 cannoni spara-nebbia». A renderlo noto è Bruno Ferrarese, Co-presidente di Idrobase, azienda di Borgoricco nel padovano, con una cinquantina di dipendenti, nota per avere riaperto l’unità produttiva in Cina, grazie alla sanificazione e disinfezione garantita da macchinari realizzati nella propria sede italiana.
L’arco di disinfezione per persone, da posizionare all’ingresso/uscita di servizi essenziali come le strutture sanitarie, è composto da 2 semicerchi in acciaio inossidabile, dotati di ugelli nebulizzanti e sensori rilevapersone; all’avvicinarsi di qualcuno, gli ugelli producono una nuvola composta da miliardi di goccioline (10 micron), che non bagnano, ma penetrano nei micropori degli indumenti, eliminandone i virus.

Il “fog maker Elefante” spara, invece, attraverso 156 ugelli, una nuvola di finissime goccioline d’acqua, in alta pressione (60 atmosfere), additivate con disinfettante e spinte da un potente ventilatore fino a 70 metri di distanza; è dotato di braccio idraulico per poterlo avvicinare, tramite telecomando, alle superfici da decontaminare. Montato sul cassone di un camion permette la disinfezione di superfici esterne di complessi quali ospedali, mercati, stazioni, fabbriche.
Le due macchine “Elefantino Lavaggio” abbinano, invece, alle funzioni di “sparanebbia” quelle di idropulitrice; generalmente sono utilizzate nel lavaggio e nella sanificazione di aree medio piccole, quali oasi ecologiche, sottoportici, marciapiedi, ambienti esterni degradati.
«Queste apparecchiature – conclude Ferrarese - sono già in uso da giorni anche negli spazi esterni della nostra azienda con positivi riscontri sulle condizioni di lavoro dei dipendenti. Noi imprenditori dobbiamo fare tutto il possibile, perché non si sia costretti a fermare il cuore produttivo dell’Italia, altrimenti consegneremo il Paese ai capitali internazionali. Noi indichiamo una cultura, che nell’immediato futuro dovremo fare patrimonio comune».