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Ambiente

La lotta ai gas serra ora passa anche attraverso l’azoto

La lotta ai gas serra ora passa anche attraverso l’azoto

Non bastava la CO2: l’allarme adesso riguarda anche la N2O. La sigla è quella del protossido d’azoto, il terzo gas serra di lunga durata più importante dopo l’anidride carbonica e il metano e che preoccupa gli scienziati perché riduce la presenza dell’ozono nella stratosfera. Una nuova ricerca pubblicata su “Nature Climate Change” ha dimostrato che negli ultimi anni ne è stata rilasciata nell’atmosfera una quantità di molto superiore a quanto si pensava in precedenza. L’aumento è fortemente legato ad una crescita nella produzione e nell’uso di fertilizzanti azotati, nella coltivazione diffusa di colture che fissano l’azoto, quali trifoglio, soia, erba medica, lupini e arachidi, oltre che nella combustione di fossili e biocarburanti. «La maggiore disponibilità di azoto ha permesso di produrre molto più cibo – spiega Rona Thompson dell’Istituto norvegese di ricerca sull’atmosfera e autrice dello studio ma c’è l’aspetto negativo di un maggiore rilascio nell’atmosfera di N2O e il problema non è di poco conto». Risulta che in Europa e nel Nord America si sia riusciti a ridurre la crescita delle emissioni di protossido di azoto, che invece è fortemente usato in Asia e in Sud America, dove l’uso di fertilizzanti, l’intensificazione della produzione di bestiame e le conseguenti emissioni di protossido di azoto stanno crescendo rapidamente.

Asia e Sud America hanno fortemente incrementato l’uso di fertilizzanti azotati per le produzioni agricole

Gli autori dello studio hanno scoperto che le emissioni di N2O sono aumentate globalmente di circa il +10% del totale nel periodo che va dal 2010 al 2015 rispetto al periodo tra il 2000-2005. Si tratta di circa il doppio rispetto alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici basata sulla quantità di concime azotato e letame utilizzato. I ricercatori sostengono che questa discrepanza è dovuta ad un aumento del “fattore di emissione”, ossia la quantità di N2O emessa rispetto alla quantità di fertilizzante a base di azoto utilizzato. Così che gli sforzi globali per ridurre i gas serra stanno venendo meno.