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Ambiente

Il caldo è eccezionale: il Veneto è pronto a combatterlo

Il caldo è eccezionale: il Veneto è pronto a combatterlo

Il caldo è eccezionale: il Veneto è pronto a combatterlo



È pienamente attivo in Veneto il protocollo “Piano Caldo” aggiornato e riapprovato lo scorso aprile dalla Giunta Veneta per fronteggiare al meglio il disagio fisico, specialmente negli anziani e nei malati cronici, determinato dalle temperature elevate, abbinate al peggioramento della qualità dell’aria. E con l’ondata di calore che proprio in questi giorni si sta abbattendo sulla regione già si registra un aumento degli accessi nei Pronto Soccorso causati da patologie correlate alle alte temperature.
Il Piano coinvolge una rete di diverse strutture regionali: dagli assessorati alla Sanità e al Sociale e all’Ambiente all’Arpav, dalla Sala di Coordinamento Regionale in Emergenza-Corem al Sistema regionale della Prevenzione, dai Distretti sanitari ai Medici di Medicina Generale, dalle azioni dei Servizi Sociali territoriali ai Comuni. Per facilitare l’accesso alle informazioni sulle risorse e sulle opportunità offerte dal territorio, è attivato anche il numero verde 800-462340, in collaborazione con il servizio di telesoccorso-telecontrollo.

Il Piano regionale attiva i Pronto Soccorso e c’è a disposizione un numero verde gratuito: 800-462340

Operativamente è l’Arpav a emettere un bollettino quotidiano sullo stato climatico suddiviso un 4 aree (montana, pedemontana, pianeggiante-continentale e costiera). Qualora il bollettino Arpav indichi una previsione di disagio intenso prolungato, la Sala Operativa del Corem, sentito il medico reperibile, invia in tempo reale l’avviso di allarme climatico alle strutture pronte a rispondere ai bisogni socio sanitari delle persone.
«Il Protocollo Operativo speciale per affrontare gli aspetti sanitari dell’ondata di caldodichiara l’Assessora alla sanità della Regione Veneto, Manuela Lanzarin è attivo e funzionante su tutto il territorio. È un servizio che affiniamo di anno in anno e che comprende sia iniziative di tipo prettamente sanitario, come una diversa lettura dei dispatch che arrivano ai Pronto Soccorso per valutare attentamente se la richiesta di aiuto sia legata a un disagio climatico, magari abbinato a una patologia pregressa, sia di tipo socio assistenziale con interventi dei Servizi di Assistenza Domiciliare (SAD) e di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), con la frequenza nei Centri Diurni e l’accoglienza, se necessario, nelle strutture residenziali. Non vanno poi dimenticate le persone sole e quelle che devono assumere terapie per malattie croniche e che potrebbero avere bisogno di aiuto».